MindMatch
Overview
- Ruolo
- UX/UI designer
- Tool
- Figma
- Adobe Creative Cloud
Problema
Chi cerca supporto psicologico si scontra quasi sempre con lo stesso ostacolo: trovare il terapeuta giusto e non uno qualsiasi. Le piattaforme esistenti offrono elenchi di professionisti, ma difficilmente un criterio chiaro per capire chi è specializzato nel proprio bisogno (stress, ansia, percorsi più lunghi) e si finisce per scegliere a intuito, o abbandonare la ricerca.
Anche a scelta fatta, il percorso resta frammentato: prenotare, pagare, restare in contatto tra una sessione e l'altra sono passaggi sparsi su canali diversi, con un attrito che pesa proprio quando la persona è più vulnerabile.
Soluzione
Ho progettato MindMatch come un percorso guidato, non una lista da scrollare. Un questionario iniziale raccoglie l'obiettivo della persona e restituisce terapeuti realmente in linea con quel bisogno, con specializzazioni e disponibilità visibili subito.
Da lì tutto resta in un unico prodotto: profilo del terapeuta, prenotazione con pagamento integrato, gestione delle sessioni e, a percorso avviato, chat e videochiamata per restare in contatto senza uscire dall'app.
Contesto
Cos'è MindMatch
MindMatch è un'app mobile pensata per aiutare le persone a trovare il terapeuta più adatto al proprio bisogno, prenotare una sessione e restare in contatto nel tempo, in un ambito dove fiducia e chiarezza contano quanto la UI stessa. Ho scelto di svilupparlo in autonomia, un progetto personale, per mettermi alla prova su un processo completo: dalla ricerca fino al mockup finale.
Obiettivi del progetto
- Aiutare l'utente a trovare il terapeuta più adatto al proprio bisogno specifico, sostituendo la ricerca “a intuito” con un matching guidato a partire da un questionario iniziale
- Progettare un'esperienza che riducesse l'attrito emotivo di chiedere aiuto: chiarezza e un tono rassicurante quanto la funzionalità stessa, elementi centrali visto il tipo di servizio
- Costruire un design system coerente capace di reggere un flusso articolato (catalogo terapeuti, booking, pagamento, chat, videochiamata) senza far percepire la complessità del sistema
- Gestire in autonomia un processo di prodotto end-to-end, dalla ricerca alla UI finale, per mettermi alla prova su tutte le fasi
Ricerca & Insight
User personas
Non avendo un cliente reale a disposizione, ho costruito la ricerca simulando delle interviste: ho scritto io le domande, facendo poi interpretare all'AI due profili target coerenti con il servizio, per raccogliere obiettivi e frustrazioni realistici da cui partire.
Sara, 29 anni - marketing manager
Obiettivi principali
- Trovare un terapeuta specializzato nella gestione dello stress da lavoro
- Migliorare l’equilibrio vita-lavoro
- Prenotare sessioni online che si adattino ai suoi impegni
Frustrazioni
- Si sente sopraffatta dalla quantità di profili tra cui scegliere
- Fatica a capire chi è davvero specializzato in stress e ansia
- Cerca conferme (recensioni, valutazioni) prima di fidarsi
Come risponde al progetto
Il questionario iniziale filtra subito i risultati sull'obiettivo dichiarato, il catalogo mostra da subito specializzazione e valutazione di ogni terapeuta, e la chat testuale copre la sua preferenza per la comunicazione scritta.
Michele, 40 anni - docente di scuola superiore
Obiettivi principali
Lavorare su questioni personali, costruire una relazione terapeutica di lungo termine.
Frustrazioni
Fatica ad aprirsi, incertezza su che tipo di terapeuta faccia davvero per lui, bisogno di un ambiente percepito come sicuro e privato.
Come risponde al progetto
Il profilo dettagliato del terapeuta (percorso, aree di competenza) lo aiuta a valutare il “fit” prima di iniziare, mentre la videochiamata rispetta la sua preferenza per un canale più personale rispetto al testo.
Prima di passare alla UI, ho tracciato i wireframe dei flussi principali: onboarding e login, questionario di matching, catalogo e profilo dei terapeuti, prenotazione della sessione con pagamento, gestione delle sessioni e chat. L’obiettivo in questa fase era validare la struttura (esempio: quanti passaggi servono per arrivare a una prenotazione) prima di occuparmi della veste visiva.
Wireframe
UI & soluzione finale
Tipografia e colori
Per MindMatch ho scelto una palette che bilanciasse calore e affidabilità: l’arancione come colore primario, per dare energia e vicinanza a un tema delicato come la salute mentale, bilanciato dal blu navy per i testi e gli elementi di maggior peso, che porta stabilità e leggibilità. Le tonalità neutre (crema e bianco) reggono gli sfondi mantenendo il layout leggero.
Per la tipografia ho usato Poppins per i titoli, una sans arrotondata che resta amichevole senza perdere in chiarezza, e Roboto per i testi lunghi e le informazioni di dettaglio, dove la leggibilità viene prima di tutto.
Blu petrolio scuro #2C3E50
Arancio acceso #F97337
Pesca chiaro #FFCC99
Bianco quasi puro #FDFDFD
Design system
Soluzione finale
MindMatch trasforma la ricerca del terapeuta in un percorso guidato, non in una lista da scrollare: questionario iniziale per capire l'obiettivo della persona, matching su specializzazione e disponibilità, profilo del terapeuta con curriculum, prenotazione con pagamento integrato e, a percorso avviato, chat e videochiamata per restare in contatto senza uscire dall'app.
Ho tenuto tutto coerente attraverso un design system dedicato, così che ogni schermata, dall'onboarding alla sessione vera e propria, comunichi la stessa sensazione di calma e chiarezza che il servizio dovrebbe trasmettere.
Mockup
Riflessioni finali
Essendo un progetto personale, senza utenti reali né dati di utilizzo, non ho risultati misurabili da riportare, quello che porto a casa riguarda il processo.
Non avendo un cliente né un pubblico reale a cui accedere, ho dovuto costruirmi da solo il punto di partenza: ho simulato le interviste utente scrivendo io le domande e facendo interpretare i profili target all’AI. Successivamente mi sono concentrato sul flusso e sul design system.
Se lo rifacessi oggi, la prima cosa che aggiungerei è un vero test di usabilità, anche solo con poche persone reali, per capire se il questionario iniziale riduce davvero la fatica di scelta o aggiunge solo un passaggio in più. L'unico modo per sapere se un'ipotesi di design funziona è metterla davanti a qualcuno che non l'ha progettata.